"La
conoscenza è potere"
VALUTAZIONE
DELL’AZIENDA
La
valutazione dell’azienda può
essere richiesta per diversi motivi: cessione d’azienda,
cessione di partecipazioni, ingresso di nuovi soci, fusioni
ed incorporazioni o più semplicemente per capire quanto
vale la propria azienda.
A seconda della finalità della
valutazione, si utilizzano vari metodi.
Al di là della valutazione del
valore patrimoniale corrente, si prende in considerazione
anche il valore dell’avviamento utilizzando metodi unanimemente
riconosciuti dal mercato.
I
metodi tengono presenti i seguenti valori:
1.
Valore d’uso: è
quello attribuito ad un bene da un singolo individuo in base
alla personale utilità che egli pensa di ricavarne.
Caratteristiche: poichè varia da individuo ad individuo
in relazione ai suoi personali legami affettivi, bisogni e
desideri, è soggettivo, non può essere oggetto
di valutazione economica.
2. Valore
di mercato: è quello attribuito ad un bene in
base a una legge della domanda e dell’offerta.
Caratteristiche: poichè si forma in base ad un numero
notevole di trattative di compravendita, è oggettivo
e può essere oggetto di valutazione economica.
3. Valore
contabile: è quello attribuito ad un bene in
base a criteri di valutazione stabiliti dal Codice Civile;
esso risulta nei libri che l’azienda è obbligata
a tenere per legge.
Caratteristiche: ha valore solo indicativo poichè spesso
i valori contabili valori di mercato in modo notevole. Le
divergenze possono essere involontarie per mancato aggiornamento
dei dati o volontarie con lo scopo di nascondere parte dei
profitti o parte delle perdite, occultando illecitamente la
realtà aziendale ai terzi.
4. Valore
corrente: è quello attribuito ad un bene in
base alla stima fatta da un esperto.
Caratteristiche: vi si ricorre tutte le volte che non esiste
un mercato del bene un valore. Di norma in sede di valutazione
d’azienda ci si basa sul valore corrente che tiene conto
del momento in cui si fa la stima, del luogo a cui si riferisce
la stima, dello scopo pratico della stima.
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