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PIANIFICAZIONE E CONSULENZA PUBBLICITARIA
Una
prima analisi è finalizzata alla determinazione del
rapporto potenzialità/operatività dell’azienda
e del rapporto di ognuno di questi due elementi con i costi
fissi.
Lo
scopo della pubblicità, infatti, è quello di
trasformare la potenzialità in operatività e/o
di rendere l’operatività stabile nel tempo.
La
pianificazione e la consulenza pubblicitaria si sviluppano
in varie fasi:
1.
Determinazione dell’obiettivo che si desidera raggiungere
con tale tipo di investimento:
•
pubblicità istituzionale =
immagine favorevole all’impresa
•
pubblicità di mantenimento =
mantenimento quota di mercato
•
pubblicità di prodotto =
aumento delle vendite
Si
passa quindi al riscontro con anni precedenti (che tipo di
pubblicità è stato fatto e con quali risultati);
al riscontro con quanto fa la concorrenza (in particolare
si studia il comportamento in questo campo dei maggiori concorrenti).
2.
Verifica delle disponibilità e delle possibilità
di attingere a finanziamenti finalizzati (normalmente a medio/lungo
termine)
3.
Impatto della spesa sulla situazione patrimoniale, sul conto
economico e sui flussi di cassa.
Si prende in considerazione anche l’impatto fiscale.
L’art. 74 T.u.i.r, che disciplina la deduzione delle
spese, recita che le spese di pubblicità sono detraibili
al 100% in unica soluzione oppure in quote costanti nell’arco
di cinque anni.
4.
Scelta dei veicoli pubblicitari (stampa, cartelloni, locandine,
radio, televisione, internet, ecc).
Distribuzione degli interventi sui veicoli scelti.
Determinazione del tempo di durata e frequenza dei singoli
interventi e del tempo di durata di tutta l’iniziativa.
5.
Instaurazione di una procedura preposta alla verifica dei
risultati ottenuti.
La
consulenza riguarda fra l’altro anche la costruzione
del messaggio pubblicitario.
Al
giorno d’oggi non basta più il “bombardamento”
pubblicitario.
Per ottenere risultati è diventato indispensabile divulgare
nuovi tipi di messaggi , messaggi cioè che prendano
spunto dalle più recenti scoperte nel campo della comunicazione
umana e che tengano debitamente conto che l’utente non
è lo stesso di ieri e non sarà lo stesso domani.
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