PIANI DI FATTIBILITA’ DI INIZIATIVE IMPRENDITORIALI


La prima fase consiste nell’analisi della motivazione che spinge l’imprenditore, non dove vuole arrivare ma perchè lo vuole. In altre parole:
Perchè pensa sia giusto intraprendere una nuova iniziativa?
Che peso assume la sua propensione al rischio? La voglia di azzardare?
Asseconda la sua predisposizione ad avere nuove idee? E’ un creativo?
ed altro ancora.

Solo dopo una serena analisi delle idee, delle convinzioni e dello stato emozionale della persona è possibile proseguire concretamente e razionalmente sul da farsi.
Il procedimento non è dei più semplici poichè riguarda spesso la parte irrazionale delle persone, abituate ad agire secondo la propria mappa mentale e quindi secondo un solo personalissimo punto di vista, ma è indispensabile per decidere se è opportuno passare o no all’analisi dell’iniziativa. L’esperienza dimostra che al termine di questa fase crolla un’alta percentuale di probabili nuove iniziative.

Superata positivamente questa fase, si passa alle motivazioni logiche che possono riguardare:

L’intenzione di diversificare la propria attività ( acquisto di partecipazioni di altra società che opera in settori diversi, acquisto ramo d’azienda, nuova iniziativa personale)

Un maggior inserimento sul mercato dell’attività che si sta svolgendo (costituzione di società che opera nello stesso settore ma con prodotti diversi o semplicemente ampliamento dell’oggetto sociale della società in essere).

La seconda fase prevede quindi la fattibilità dell’iniziativa:

studio di settore
analisi della società oggetto dell’acquisto o della partecipazione
analisi del bacino di utenza
analisi costi/ricavi
tempi di rientro dell’investimento
fonti di finanziamento (autofinanziamento- fonti esterne)



 



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