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CONSULENZA FINANZIARIA (fabbisogno
finanziario- pianificazione finanziaria)
Uno
dei metodi più semplici ed importanti per la determinazione
del fabbisogno finanziario calcola l’equilibrio finanziario
aziendale basandosi sul rapporto fra le attività a
breve termine e le passività a breve termine desunte
dal bilancio. Questo rapporto, espresso sotto forma di indice,
viene chiamato Capitale Circolante Netto (CCN).
Se il CCN è uguale o maggiore di zero ci troviamo in
una situazione di equilibrio finanziario, se è minore
di zero registriamo una situazione di illiquidità.
L’equilibrio finanziario si ottiene con:
a) una buona e consapevole gestione della tipologia pagamenti/incassi;
b) un’ottima conoscenza dei propri clienti specie in
riferimento alla puntualità nei pagamenti;
c) affidamenti per cassa adeguati in modo che gli utilizzi
non superino una certa percentuale del fatturato e comunque
che essi, sommati alle altre fonti a breve termine (fornitori,
ecc) non superino le attività correnti (cassa, crediti,
ecc.).
Per un corretto calcolo del CCN, è necessario prima
di tutto riclassificare il bilancio mettendo in pratica i
seguenti accorgimenti:
Nell’Attivo:
a) stralciare dal breve termine quei crediti per i quali non
si prevedono incassi a breve (crediti a lunga scadenza, ad
incaglio o a sofferenza) trasferendoli nelle attività
a medio lungo;
b) stimare al meglio le rimanenze, stralciando dal breve il
sedimento di magazzino da stoccare;
c) considerare la voce “Cassa” solo se di entità
modesta e compatibile con l’attività;
d) prendere in considerazione la voce Crediti Vs. Soci solo
per i crediti vantati in conto prelevamento utili o in conto
aumento di capitale sociale.
Nel Passivo:
a) in presenza di finanziamenti/mutui a medio lungo, imputare
al breve le corrispondenti rate di competenza dell’esercizio;
b) aggiungere nel breve l’eventuale utile diviso.
A questo punto, se la differenza fra le attività e
le passività a b/t è uguale o superiore a zero
non dovrebbe esserci tensione finanziaria e quindi lo svolgimento
dell’attività si presenta regolare ( e senza
ansia) con pagamenti puntuali e regolari: se così non
fosse, si rende necessaria un’analisi più approfondita.
Cosa si fa invece per rimediare una situazione con CCN <
0?
Le strategie possono essere diverse e la scelta può
cadere su una di esse o su più di una: interventi sui
debiti/crediti commerciali (tipologia pagamenti/incassi) per
migliorare i flussi di cassa; ricorso ad aumenti di capitale
sociale per abbattere i crediti inesigibili, le minusvalenze
e le perdite degli esercizi precedenti; ricorso al finanziamento
soci; richiesta al sistema bancario di finanziamenti a medio/lungo
termine in sostituzione di debiti a breve (ripianificazione
finanziaria), ecc.
Ogni operazione va impostata tenendo conto delle proporzioni
fra fonti esterne (banche/fornitori) e fonti interne (capitale
sociale, riserve e finanziamento soci) in dipendenza del tipo
di attività.
In conclusione deve esistere sempre un equilibrio fra

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