CONSULENZA BANCARIA A IMPRESE E PRIVATI


I recenti avvenimenti, come ad esempio il crac Parmalat, hanno posto in primo piano come, a volte, alla base di un investimento rivelatosi fallimentare ci sia una responsabilità riconducibile alla Banca che ha proposto l’investimento stesso, senza il rispetto della vera propensione al rischio del cliente.

Oppure ci si può ritrovare a garantire un parente, un amico, una società per importi rilevanti ed essere nel contempo convinti di aver rilasciato una garanzia molto più contenuta: ancora una volta la Banca non ha provveduto ad informare esaurientemente il cliente, privato o impresa che sia.

Sembra impossibile ma capita anche che le condizioni (passive per il cliente) applicate dal sistema bancario siano a volte pari o superiori al tasso di usura.

E si potrebbe continuare....

Chiarire le proprie posizioni, difendere i propri interessi, esigere a ragion veduta rimborsi di spese e commissioni sono tutti diritti esercitabili anche nei confronti delle Banche che, a volte per noncuranza altre per negligenza, non hanno ottemperato fino in fondo alle clausole contrattuali.

Vincere è pensabile, con l’aiuto di un consulente esperto è più che possibile.

Se poi è il cliente a trovarsi in una posizione di scarso potere contrattuale, o perchè gli affari non vanno benissimo o si sono verificati degli imprevisti e così via, per cui la Banca “se ne approfitta”, con l’appoggio del consulente si possono – se vi sono ovviamente gli estremi - contrattare eventuali remissioni di debito, concordare piani di rientro, proporre e vedersi accettare soluzioni alternative.

Sapere che il cliente in difficoltà è seguito da un consulente di ottima reputazione spesso spinge le Banche a vedere la situazione con occhi diversi, in un’ottica di pazienza e collaborazione là dove prima vi erano magari solo continui e sempre più insofferenti richiami ad una regolarizzazione dell’operatività.

 



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